Recensione – Non fidarti della notte

Copertina Non fidarti della notte
Non fidarti della notte di Maria Teresa Steri

Recensione

Gabriele soffre di disturbi comportamentali e crede di poter influenzare la realtà con i suoi sogni. Una sera crede di aver ucciso una vicina di casa che pensava fosse in pericolo e ha sognato spesso.
Chiama sua moglie Dalia convinto che sia l’unica che può aiutarlo. Anche se i due non si vedono da diversi anni perché le cose fra loro non hanno funzionato. La donna all’inizio tentenna, ne ha passate tante con Gabriele, ma dopo cede e va da lui, senza dire nulla a suo fratello Pietro, uno psicoterapeuta che ha avuto in cura Gabriele.
Il rapporto fra Dalia e Gabriele è ormai incrinato, ma lei prova ancora qualcosa per lui e gli eventi che li hanno divisi non le hanno permesso di voltare pagina del tutto. Una parte di lei vuol tagliare i ponti con il suo amore di gioventù, ma prevale la parte che è affezionata a lui.
Dalia si ritrova immersa in un’intricata serie di eventi, scopre che Gabriele ha una storia con una poliziotta e con lei dovra confrontarsi, soprattutto quando tutti gli indizi dell’omicidio puntano a lui.
Il cerchio intorno a Gabriele si stringe sempre più. Nonostante le prove a suo carico rinvenute dalla polizia, Dalia sembra essere l’unica che, pur dubbiosa per un istante, crede ancora nella sua innocenza. Tanto da infilarsi in una situazione pericolosa pur di trovare prove che scagionino Gabriele.

In questo romanzo, Maria Teresa Steri ha dato lustro alle sue abilità di ritrarre personaggi che spiccano dalle pagine.
La storia è un thriller psicologico in senso stretto, l’azione è minima per gran parte del libro per dar risalto ai due protagonisti, Dalia e Gabriele, e soprattutto al loro passato tormentato che l’autrice rivela poco a poco. La suspense infatti non riguarda solo sapere se Gabriele è il vero assassino oppure no, ma anche cosa ha fatto Dalia per essere stata tagliata fuori dalla vita di suo marito di punto in bianco. Qualcosa di poco ortodosso, non meno esecrabile dei comportamenti bizzarri di Gabriele.
Questo binario di attesa crescente è alimentato con continue scoperte che potrebbero incastrare Gabriele da un lato, con rivelazioni sulla vita di coppia di Dalia e Gabriele dall’altro.
La cosa più interessante della trama è il fatto che l’autrice pone Dalia su un filo, come una funambula, e le sconvolge l’equilibrio caricandola della responsabilità di favorire un potenziale assassino a un’estremità dell’asta e dell’obbligo morale di scagionare un potenziale innocente all’altra estremità.
Per fare ciò, Maria Teresa Steri ritrae Gabriele, un personaggio dalla personalità complessa, portando il lettore a guardarlo dal punto di vista di Dalia e a comprenderlo come solo lei sa fare. Fino a capire perché, nonostante tutto, lei gli sia così affezionata da rischiare in prima persona.
Come detto, il libro è un thriller psicologico e, secondo me, in alcuni punti non ha la fluidità solita dell’autrice, ma consiglio il libro anche a chi ama i gialli che giocano sul dubbio.
Nell’ultima parte del libro, Dalia entra in azione nel senso letterale del termine in un ambiente difficile a cui non è abituata. Qui il lettore, desideroso di scoprire la verità, è coinvolto in toto. Qui il tocco artistico di Maria Teresa si traduce in un colpo di scena che lascio a ognuno scoprire perché il libro merita davvero una lettura, proprio per questo scioglimento della trama.



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