Recensione – La città di pietra

Copertina La città di pietra
La città di pietra di Loredana La Puma

Recensione

Dopo la distruzione della base sotterranea dei Guardiani, Elli e i suoi compagni di avventure sono andati all’altro capo del mondo per una missione. Nel frattempo suo padre, il Reggente dell’Ordine dei Guardiani, ha trovato una nuova base: una città di pietra nelle viscere di Palermo costruita dai primi Guardiani.
Al suo ritorno, Elli ritrova l’amica di vecchia data Rita, ormai un’agente dei Guardiani a tutti gli effetti, e anche tante sorprese, più o meno piacevoli.
La città di pietra racchiude in sé il minerale di cui è fatto l’Averon, il potente ciondolo che Elli porta al collo, e una strana figura si aggira per la città: l’Eremità delle Cascate di Pegaso. Nella caverna in cui è ricavata la città, ci sono infatti delle cascate e un lago.
Purtroppo Elli e i Guardiani non avranno tregua. I Custodi stanno cercando i pezzi di un’arma di distruzione di massa costruita da uno scienziato dei Guardiani, vissuto più di trecento anni prima, su cui l’Eremità sembra sapere tanto. Comincia così una lotta contro il tempo e una caccia ai frammenti dell’arma. Durante queste ricerche, Elli scopre qualcosa in più sulle origini dei Guardiani, sull’affetto dei suoi genitori, sui suoi poteri di Rivelatrice e sulle facoltà dell’Averon. Negli scontri con i Custodi e il suo vecchio maestro che è passato dalla loro parte, Elli potrà avere la meglio solo con l’aiuto dei suoi amici e di suo padre. Purtroppo i Custodi si avvicinano sempre più. Fino a uno scontro mortale con Atreo, il Rivelatore dei Custodi, che proverà Elli nel corpo e nello spirito.
La lotta fra bene e male porterà Elli ad affrontare sfide estreme e prendere decisioni difficili che dimostreranno la sua maturità e la sua posizione di guida dell’Ordine, secondo le profezie di Elanora.
Non tutto però è ancora scritto ed Elli è determinata a sconfiggere i Custodi, soprattutto ora che un suo amico, pur non volendo, è dalla loro parte e mette in pericolo la città di pietra.

Loredana La Puma coinvolge il lettore con uno stile fluido e lo immerge nella vita di Elli e dei suoi amici raccontando le loro emozioni, i loro conflitti interiori e le relazioni che ne scaturiscono. Brava nel riallacciare la storia con il precedente volume riportando gli eventi passati fra quelli attuali, eccelle nell’intrecciare le esperienze personali dei personaggi con le sorti del mondo intero.
La caccia ai frammenti dell’arma di distruzione di massa pone i Guardiani e i Custodi in competizione ma evidenzia soprattutto la determinazione dei protagonisti e come essi rafforzano le proprie convinzioni. Anche nei momenti di disfatta, sono i loro affetti a spingerli avanti. Sotto questo punto di vista, Loredana La Puma è capace di far affiorare sentimenti e speranze in modo sorprendente, tanto da farne una forza che spinge l’azione. E l’azione in questa storia non manca: la caccia ai frammenti è un susseguirsi di mente e corpo. Per trovare i frammenti, devono risolvere degli enigmi per lanciarsi all’avventura e rischiare la vita. I personaggi sono quindi ritratti a tuttotondo senza dimenticare l’ironia che li contraddistingue.
Mi è piaciuto molto il rapporto fra Elli e la piccola Laura che evolve da un senso di responsabilità a un rapporto madre-figlia per cui Elli attinge all’esperienza personale di figlia adottiva.
La storia non è solo un fantasy costruito intorno ai costumi, alle tradizioni e alle profezie dell’Ordine dei Guardiani, di cui scopriamo le delegazioni da ogni parte del mondo raccolte in un’Assemblea Plenaria.
L’autrice amalgama un’ambientazione prettamente fantasy a elementi fantascientifici, fra cui l’arma già citata, con un ottimo risultato. La storia infatti risulta credibile nell’età contemporanea con risvolti che legano insieme passato e futuro. Certo il fantasy è il collante di tutto, ma quale appassionato di fantascienza ho apprezzato questa commistione.
Altro elemento degno di nota è la maturità di Elli nelle sue capacità metafisiche quanto nelle decisioni che deve prendere. Ciò pone l’accento su quanto l’intera storia ruota intorno al libero arbitrio e alla possibilità di determinare il proprio futuro anche quando sembra già scritto e segnato.
I protagonisti, e soprattutto Elli, gettano il cuore oltre l’ostacolo maturando la consapevolezza che le loro decisioni cambieranno il loro destino. Perciò danno la giusta importanza alle decisioni soppesando se fidarsi o meno di ciò che si profila all’orizzonte. La fortezza di Ménoris in cui devono affrontare le proprie paure è una perfetta analogia.
Quindi consiglio la lettura del libro per scoprire questa e tante altre particolarità che fanno della storia un piacevole viaggio in un mondo tutto da scoprire.



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