Recensione – Come un dio immortale

Copertina Come un dio immortale
Come un dio immortale di Maria Teresa Steri

Recensione

Flavio vive una vita normale, ordinaria, ed è in procinto di sposarsi con la sua fidanzata Milena. All’apparenza tutto è tranquillo, ma un certo malessere al lavoro e l’indifferenza verso la preparazione delle nozze si insinuano nella sua vita. Non si tratta del fatto che in fondo sia sempre stato uno spirito libero, quanto più il fatto che abbia smesso di esserlo.
La svolta arriva quando Flavio viene aggredito e rapito in un parco cittadino, e lì viene segregato per alcuni giorni mentre una senzatetto di nome Lyra si prende cura di lui.
Flavio tornerà alla vita di sempre cambiato. Lyra gli ha fatto un certo effetto, a tratti possiamo chiamarla sindrome di Stoccolma, ancor di più quando Flavio scopre che è stata la stessa Lyra a farlo aggredire e rapire da altri senzatetto.

In Flavio cresce un’attrazione verso Lyra e verso quella vita libera da qualsiasi condizionamento sociale ed economico che ha provato durante i giorni di prigionia. Questo lo porterà a licenziarsi e ad allontarnarsi da Milena. Milena, intanto, cerca di capire cosa è successo a Flavio sin dal rapimento ed è così che incontra Rocco Campus. Rocco è un ispettore di polizia che nel suo tempo libero indaga sull’uomo che aveva portato via sua sorella Lyra da bambini.
I genitori di Rocco e Lyra conducevano una vita spirituale e la madre era molto vicina alle ideologie di Masterwen, una specie di guru, tanto da affidarle sua figlia.
La loro famiglia si sgretola: il padre si isola, la madre viene ricoverata in una clinica per malati mentali, Lyra cresce con Masterwen a Valdiluna, un ritrovo fra le colline impervie fuori città, e Rocco cresce cercando la verità. Rocco scoprirà solo in seguito che Masterwen, il cui vero nome è Tommaso, è molto più di un guru e le sue intenzioni non sono malvagie.

Le sorti di Flavio, Lyra, Rocco e Milena si intrecciano con i piani di una specie di setta, i cui partecipanti sono disposti a tutto pur di portare avanti i loro piani. All’esterno sembra una setta, in realtà si tratta di altro, sono in gioco entità sovrannaturali che mettono a dura prova lo scetticismo di Rocco, Milena e Flavio. Masterwen si contrappone a questa setta riunendo a Valdiluna un gruppo da cui Lyra è allontanata controvoglia.
In un primo momento, Lyra credeva di tornare a Valdiluna con l’aiuto di Flavio ma la morte di Tommaso mette in moto un piano superiore, paragonabile a quello di un dio, che porterà i protagonisti, e soprattutto Flavio, a prendere coscienza, a credere in se stessi e in ciò che accade fuori dall’ordinario.

Maria Teresa Steri ha scritto un thriller degno di nota, ha intrecciato le scene e gli eventi sul piano temporale ma anche su quello emozionale portando il lettore ad immedesimarsi di volta in volta con i vari protagonisti. L’eccellenza sta nell’aver saputo mantenere il segreto che aleggia intorno a Lyra, pur raccontandoci molto di lei, finché da ragazza fragile si è dimostrata una donna caparbia e capace di guardare in faccia il male.
Dall’altro lato, Maria Teresa ha ritratto la vita ordinaria di Flavio che pian piano si dirada come nebbia fino a mostrarne la vera essenza. Nel fare ciò, ha saputo mantenere la suspense, l’idea di stravolgere subito la quotidianità con il rapimento di Flavio imprime alla storia un ritmo e una spinta presenti e sentiti anche nei momenti più quieti. In questi momenti però, a mio parere, il ritmo non è sempre stato assecondato e a volte può risultare troppo lento.
Nonostante tutto, l’autrice ci porta a guardare oltre il velo della materia e della logica e, ammaliati dal fascino misterioso di Lyra, non stacchiamo gli occhi dalle sue parole. Sorprende intessendo trame spionistiche e spargendo dubbi anche su Rocco quando sta aiutando Flavio. Spicca in bravura per aver dato forza e vigore a Milena che all’inizio appare come una figura secondaria e superficiale, invece si dimostra capace quanto Lyra e decisiva nella trama quanto Flavio.
Ho notato alcune piccole pecche più per deformazione professionale che per altro, ma sono poca cosa e quindi finisco con un plauso a Maria Teresa Steri per aver scritto dopo “Bagliori nel buio” un altro romanzo che trasporta il lettore nel mondo del soprannaturale con maestria, credibilità e sensibilità.
Per superare le sfide, però, c’è bisogno di un corpo fisico ed emozioni, per questo il romanzo piacerà moltissimo agli amanti del thriller psicologico.



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