Recensione – L’artiglio del tempo
Titolo: L’artiglio del tempo
Autore: Anna Vera Viva
Genere: Giallo
Anno di Pubblicazione: 2023
Pagine: 270
Serie: Padre Raffaele, #2

Recensione
Nel quartiere Sanità di Napoli si intrecciano le vite di Samuele Serravalle, un vecchio ebreo che porta avanti un negozio di guanti e cappelli, Antonino, un bambino che stringe amicizia con l’uomo e si fa raccontare la sua storia, e Padre Raffaele a cui il bambino chiederà aiuto quando il cappellaio viene ritrovato morto nel negozio.
All’apparenza sembra una morte naturale, ma Padre Raffaele decide di indagare per alcune incongruenze nel negozio e un evento recente che aveva scosso Samuele. Ad aiutarlo nelle indagini c’è la sua perpetua Assuntina, il figlio di Samuele e altre personalità della comunità ebraica.
Ad intricare la faccenda c’è anche l’ombra della malavita che spingeva per acquistare il negozio di cappelli per ristrutturare l’intero palazzo e godere di vantaggi economici.
Padre Raffaele si immerge nel passato di Samuele e attraverso le storie narrate ad Antonino prima, e le testimonianze dei pochi ebrei sopravvissuti allo sterminio nazista ancora in vita dopo, ricostruisce alcuni aspetti salienti di Serravalle e della sua famiglia durante la seconda guerra mondiale.
Ben presto si persuade che la morte dell’uomo non è naturale e anche che non è opera della malavita, la risposta è proprio in quel passato ma trovare il movente e l’assassino sembra un’impresa impossibile.
Dovrà vagliare e riposizionare i pezzi più volte con l’aiuto di Assuntina e degli altri prima di trovare la chiave di lettura e la soluzione del caso.
Anna Vera Viva scrive con uno stile molto fluido, particolarmente evidente nelle descrizioni del quartiere e degli eventi storici. I personaggi sono ben delineati e sorprende soprattutto il rapporto di amore e scontro fra Padre Raffaele e suo fratello Peppino, boss della malavita locale. Un altro aspetto considerevole è proprio come la narrazione del passato, sviluppata durante tutto l’arco della storia, riesca a dare spessore ai personaggi. Primo fra tutti, Samuele Serravalle che diventa protagonista assoluto attraverso le sue storie tramandate ad Antonino. Ciò offre lo spunto all’autrice per mettere un accento sulle vicende umane della seconda guerra mondiale che tanta sofferenza hanno causato e continuano a riecheggiare proprio grazie alle testimonianze.
La trama è ben congegnata anche se il libro non ha il respiro del giallo in sé, un po’ perché è più incentrato sugli eventi storici, un po’ perché non ci sono eventi attuali che alterano il corso delle indagini. Infatti le indagini sono principalmente una raccolta di testimonianze. Ciò che contribuisce ad affascinare il lettore è la risoluzione del mistero con un colpo di scena sull’assassino a seguito dell’intuizione di Padre Raffaele nel finale.
La storia è intrisa di una “forte coscienza” che porta il lettore a fare suoi i sentimenti di chi ha sofferto le discriminazioni razziali e ha subito violenza sia fisica sia nella dignità. Una delle cose che mi ha colpito di più è stata la capacità di Samuele di tramandare ad Antonino una saggezza sul rispetto degli esseri umani che seppur delusa non contiene odio. Qualcosa che non si può spiegare in poche parole, si può comprendere leggendo il libro.
Per questo raccomando la lettura a chi vuole indagare più l’animo umano che un semplice omicidio e fra le altre cose vuole svagarsi un po’ con le vicende più leggere di Assuntina e i ragazzi del quartiere a cui Padre Raffaele dà volentieri una mano.
L’autrice
Anna Vera Viva, nata a Galatina, compie studi scientifici e umanistici, inizia la sua carriera letteraria scrivendo racconti per riviste e si dedica anche alla sceneggiatura di cortometraggi e docufilm.
Vive tra Napoli, Parigi e le montagne abruzzesi. Fra i suoi romanzi, si annoverano “Questioni di sangue” (2022) e “L’artiglio del tempo” (2023) con protagonista Padre Raffaele che indaga nel quartiere Sanità di Napoli.
Dove trovare il libro
Ebook: Amazon – Kobo – GooglePlay
Cartaceo: Garzanti – Feltrinelli – IBS – Amazon
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