Recensione – Fragile come il silenzio

Copertina Fragile come il silenzio
Fragile come il silenzio di Giulia Mancini

Recensione

Il commissario Saverio Sorace si è appena trasferito a Bologna, a ridosso delle ferie estive, e subito si deve impegnare in un’indagine per omicidio. Un uomo mutilato e dato alle fiamme è stato ritrovato in un capannone abbandonato.
L’ispettrice Sara Castelli posticipa le ferie di qualche giorno e aiuta il commissario sia ad ambientarsi sia a svolgere le indagini che subito si rivelano difficili perché non ci sono tracce dell’omicida.
Fra il commissario e l’ispettrice scatta una certa alchimia che si rafforzerà durante le indagini. Un altro uomo viene ritrovato ucciso con le stesse modalità del primo e ancora una volta ci sono pochi indizi, tanto che, spinta da Sorace, Sara si concede le ferie che stava rimandando. Nel frattempo l’omicida fa una terza vittima, legata a Sara, tanto che lei potrebbe essere annoverata fra i sospettati. Toccherà a Sorace mettere insieme i vari piccoli indizi per seguire la pista che conduce al vero omicida che intanto ha ucciso una quarta vittima.

L’abilità di Giulia Mancini in questo romanzo è quella di coinvolgere il lettore fin dall’inizio narrando la storia su due piani paralleli.
Da un lato c’è il punto di vista dell’omicida che opera nell’ombra ma di cui il lettore conosce ciò che pensa pur non conoscendo la sua identità. Dall’altro lato, c’è il punto di vista di chi opera per la legalità ma deve fare i conti anche con le proprie emozioni e le proprie idee, per non parlare dei segni che il passato lascia su ognuno di noi. Sono proprio in questi solchi del passato che sembrano instradare le vite dei personaggi che si intrecciano e si sovrappongono.
Ciò dà la possibilità all’autrice di evidenziare non solo i soprusi e le violenze sulle donne ma anche la forza di cui sono capaci, concentrando il tutto nella figura di Sara Castelli, pur se questo a volte le mette sotto una cattiva luce.
Non svelo il finale, ma posso dire che Sara avrà un ruolo importante per ridare valore alla vita umana.
La storia ha tutte le caratteristiche del giallo noir con una certa dose di thriller ma il ritmo non è serrato. Non c’è un’adrenalinica caccia al serial killer perché le indagini sono intervallate da una profonda caratterizzazione dei personaggi che li rende vividi ma, alla luce del coinvolgimento di Sara come sospettata, è proprio questo che contraddistingue la storia. Ciò detto, il romanzo è consigliato a chi preferisce i gialli dal passo scandito da riflessioni logiche e introspezioni psicologiche.



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