Recensione – L’assassinio di Roger Ackroyd

Copertina L'assassinio di Roger Ackroyd
L’assassinio di Roger Ackroyd di Agatha Christie

Recensione

Nel paesino inglese King’s Abbot, l’attività principale è il pettegolezzo.
Il dottor Sheppard ne sa qualcosa perché sua sorella Caroline, esperta di tale attività, gli racconta tutto ciò che succede e cerca di estorcergli informazioni sui suoi pazienti.
Non è strano, quindi, che Caroline si interessi alla morte della signora Ferrars che Sheppard viene chiamato a valutare. Tutto fa pensare a una morte naturale, ma Caroline ipotizza che possa trattarsi di un suicidio, perché la Ferrars provava rimorsi per aver ucciso suo marito tempo addietro, anche lui morto in circostanze non chiare.
Sheppard pensa che Caroline lavora troppo di fantasia, ma dovrà ricredersi quando Roger Ackroyd lo invita a cena nella sua villa. Le chiacchiere su una relazione fra Ackroyd e la Ferrars, entrambi vedovi, trovano un fondamento: fra i due c’è un legame. Dopo la cena fra parenti e ospiti di Ackroyd, l’uomo parla con Sheppard in privato per fugare alcuni dubbi sulla morte della signora Ferrars. Ackroyd ha una lettera della signora che può gettare luce sulla sua morte, legata ad un ricatto, ma l’uomo si ferma e congeda il dottore. Intende leggere la lettera da solo e Sheppard non riesce a smuoverlo dal suo proposito.
Sheppard lascia la villa per ritonarci poco dopo, quando una chiamata urgente del domestico Parker lo avvisa che Roger Ackroyd è stato assassinato. All’arrivo, Parker accoglie il dottore come se nulla fosse, non è stato lui a fare la telefonata. Così Sheppard e Parker scoprono Ackroyd nello studio, trafitto con un pugnale preso da una collezione tenuta in casa.
La polizia comincia le indagini ascoltando i presenti e ricostruendo i loro movimenti, compresi domestici e collaboratori di Ackroyd. Ben presto i sospetti ricadono su Ralph Paton, figliastro di Ackroyd, che non era presente alla cena e si pensava fosse fuori paese invece dimorava in una locanda e ha problemi economici. Ralph è irreperibile e ciò alimenta i sospetti su di lui, ma Flora Ackroyd, nipote del defunto, presente alla cena e soprattutto intenzionata a sposarlo, vuole che si scopra la verità. La ragazza decide di interpellare Hercule Poirot, investigatore privato in pensione che da poco si è trasferito a King’s Abbot, nella casa accanto a quella di Sheppard.
Le indagini di Poirot con l’aiuto del dottore porteranno a districare la complessa serie di eventi e scoprire il colpevole.

Agatha Christie non ha bisogno certo di presentazioni e la sua maestria nel dipingere misteri è notoria.
In questo libro, la regina del giallo collega due delitti e crea una suspense che perdura lungo tutta la storia. Al principio le sorti della signora Ferrars sembrano avere facile soluzione, ma il caso vuole, con l’assassinio di Roger Ackroyd, che si dovrà attendere l’esito delle indagini di Poirot su questo omicidio per scoprire tutta la verità.
Per quanto riguarda la verità sulle sorti di Roger Ackroyd, è sempre un piacere leggere gli intrighi che la Christie progetta per spiazzare il lettore. Si resta affascinati nel seguire le indagini di Poirot che con esperimenti, sotterfugi, inganni psicologici e manipolazioni colloca i fatti nella giusta prospettiva, smontando alibi falsi e menzogne fuorvianti.
L’autrice colpisce per il suo talento nel rappresentare con semplicità personaggi dai tratti complessi e narrare con leggerezza gli eventi, come a non dar loro importanza, inserendo qui e là indizi che il lettore riconoscerà solo alla fine. Per questo affida la narrazione al dottor Sheppard che, per la sua professione e per aver trovato il corpo di Ackroyd, può riferire i fatti meglio di chiunque altro, soprattutto perché affianca l’investigatore e decide di fare il resoconto delle indagini.
Fra i vari personaggi, spicca senz’altro Hercule Poirot. L’investigatore belga, con i suoi modi di fare eccentrici e la forte personalità, affabile e severo allo stesso tempo, dubita di tutti ma li considera obiettivamente.
Il riserbo di Poirot che cela le sue vere intenzioni è sorprendente, scoprire il motivo delle sue azioni e le informazioni che ne ricava lascia il lettore meravigliato. L’investigatore sembra sempre lontano dalla soluzione, ma non gli sfugge nulla, è sempre più vicino di quanto lascia credere.
Solo lui può dirimere le vicende che la Christie intreccia affinché il lettore si trovi a puntare il dito su ognuno dei sospettati, a tornare sulla spiegazione più plausibile e restare a bocca aperta dal colpo di scena finale. Una soluzione inaspettata e un colpevole insospettabile sono il tocco di genio dell’autrice.
Non c’è che dire, consiglio la lettura del romanzo, assolutamente, a tutti.



Condividi l'articolo!

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.