Recensione – L’ombra della sera

Copertina L'ombra della sera
L’ombra della sera di Giulia Mancini

Recensione

Annalisa, una studentessa universitaria, scompare prima di arrivare a una festa a casa di amici. Il caso capita nelle mani del commissario Saverio Sorace che dovrà indagare senza l’ispettrice Sara Castelli. Fra lui e Sara è successo qualcosa che li ha sconvolti e divisi. Lo stato d’animo di Sorace non è quindi dei migliori, ma la sua volontà di ritrovare Annalisa è ferrea.
Il commissario ascolterà parenti e amici di Annalisa per capire se qualcuno vicino alla ragazza possa averle fatto del male. Il timore che la ragazza sia morta è sempre più pressante.
Quando il cadavere di una donna viene rinvenuto nel vicino lago, il primo pensiero è che si tratti di Annalisa. Il cadavere, invece, è quello di Patrizia, una commessa, anche lei scomparsa da poco.
Sorace pensa che ci sia un legame fra Annalisa e Patrizia, quindi si mette in contatto con il vicequestore Galli che indagava sulla scomparsa di Patrizia e cominciano a collaborare.
Il commissario riuscirà a trovare il legame cercando fra i conoscenti delle due donne. Il suo spirito investigativo lo porterà ad osservare il tragitto lungo il quale Annalisa è scomparsa. Risolverà così il caso, anche grazie all’aiuto di Sara con cui nel frattempo si ricongiunge.

Come negli altri romanzi della serie su Sorace, Giulia Mancini coinvolge il lettore e lo porta nella storia. Con il suo stile netto ed empatico, delinea personaggi con carattere e tiene in bilico l’esito della storia fino alla fine, con una buona tensione narrativa.
In questo romanzo colpisce particolarmente con l’intreccio che vede due fili principali, cioè le due indagini sulle donne scomparse, insieme a quello di sapere cosa è successo a Sara Castelli.
Come in ogni giallo che si rispetti, l’autrice depista Sorace, e il lettore, con maestria: lo indirizza verso un sospettato mentre la verita e da tutt’altra parte. Quasi sotto gli occhi, un po’ come la famosa lettera rubata di Edgar Allan Poe. Una volta appurata la verità, il lettore non solo è appagato dal colpo di scena ma comprende quanto i legami umani possano scavare nell’anima e quanto quell’anima a volte possa essere ammantata da ombre. Qui si vede la capacità e la peculiarità di Giulia Mancini di rappresentare il lato oscuro di chi compie il male anche inconsapevolmente.
Per concludere, le indagini sono curate sottolineando il coinvolgimento personale del commissario Sorace e nel finale si concentra la tensione cresciuta nel corso della storia tanto che la risoluzione del caso avviene con il fiato sospeso per le sorti di Annalisa. Quindi il libro è da leggere.



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