Recensione – Pizzica amara

Copertina Pizzica amara
Pizzica amara di Gabriella Genisi

Recensione

Francesca “Chicca” Lopez è un maresciallo dei Carabinieri che vive e lavora nel Salento, la sua terra d’origine. Il suo piglio deciso e i suoi princìpi di lealtà verso le persone care e rispetto dell’ambiente la spingono ad approfondire una serie di indagini che da un lato riguardano reati contro il territorio e dall’altro coinvolgono ragazzi scomparsi, strani suicidi e morti sospette. Un cadavere viene trafugato da un cimitero, dal mare riaffiora una ragazza straniera morta e un’altra ancora, Federica Greco, viene ritrovata impiccata ad un albero.
Il ritrovamento del cadavere di Federica porta alla luce alcuni elementi e imprime un’accelerazione alle indagini, infatti la ragazza apparteneva ad una famiglia benestante e molto in vista. Ciò permetterà a Chicca di unire vari indizi ma soprattutto di incontrare una “macara”, Maria, una donna particolare che sembra portare avanti la stregoneria delle tradizioni salentine. Attraverso lei, Chicca entrerà in contatto con l’anima antica e profonda della sua terra ma anche con le brutture che segnano l’era contemporanea.
Un parroco, Don Basile, instillerà in Chicca altri sospetti e quando lui sarà assassinato, il maresciallo capirà che le sue supposizioni sono vicine alla verità anche se i suoi superiori non la pensano allo stesso modo. Chicca dovrà svolgere indagini da sola per arrivare a un punto di non ritorno, dove sono in ballo interessi economici e politici, e riguadagnare il supporto dei suoi colleghi prima di mettere a rischio la propria vita per concludere le indagini e salvare dei ragazzi in pericolo.

Con il suo stile fluido, Gabriella Genisi porta il lettore a calarsi nelle vicende ma anche nel territorio della storia in modo eccelso. Ha ritratto un personaggio, Chicca, che ti sorprende in ogni sua decisione e in ogni sua azione. Infatti spicca come una donna decisa che ha imparato a non prestare mai il fianco, anche quando si sente debole e indifesa, soprattutto per le sue esperienze private. Cresciuta con i nonni e senza il padre che l’ha abbandonata, Chicca ha un’avversione verso il genere maschile e un’attrazione verso il genere femminile ma questa indagine le permetterà di capire un po’ meglio la propria natura. Anche grazie al padre putativo Gérard, uno psicoterapeuta che conosce da tempo addietro, con cui si scioglie in chiacchiere a volte leggere a volte significative.
Molti sono i mentori per Chicca, fra cui il suo capitano Biondi con cui spesso è in contrasto. In questo modo, l’autrice mostra le due facce di una storia che si dipana fra credenze e fatti, fra sospetti e false certezze, fra tradizione e modernità. Il fulcro di tutto ciò è la macara Maria, soprannominata “Pizzica Nera”, che rappresenta il lato antico di un territorio e di un vivere popolare che ruota intorno alla Taranta a cui si contrappone una vita moderna che sfrutta le tradizioni per puro divertimento o manipolazione. Così la Genisi rievoca una sorta di fede pagana che lambisce tutti i protagonisti della storia, fino a salvare la vita di Chicca per chi vuole crederci.
L’autrice ha mescolato sapientemente tradizioni locali e intrighi dal respiro internazionale con la malavita in una rete di eventi che Chicca affronta con grande caparbietà. Il lettore non può fare a meno di immergersi nella storia e seguire il maresciallo dappresso, in tutte le sue avventure che assumono i tratti del giallo, del noir e dell’esoterismo con un pizzico di sensualità. Quasi a replicare il ritmo della Pizzica.
In alcuni punti, soprattutto nel finale, la narrazione è più frettolosa e avrei preferito che fosse più distesa, ma è una preferenza personale.
Nulla a che vedere con il gusto dolce amaro del finale che lascia la partita aperta per possibili sviluppi futuri, perché ci sta tutto. Certe sfide non si risolvono con un solo scontro. Al maresciallo Chicca Lopez toccherà indagare ancora per porre fine al male che perversa nella sua terra e sicuramente sarà un piacere continuare a leggere le sue indagini.
Non mi resta che consigliare la lettura di questa storia, per descriverla infine basta una sola parola: fenomenale.



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