Recensione – Tra l’ombra e l’anima

Copertina Tra l'ombra e l'anima

Recensione

L’esistenza di Alessandra è sconvolta da alcune visioni che superano la parvenza onirica fino a renderla partecipe di incontri con un uomo etereo che lei chiama il Visitatore.
Queste visioni la calano in un’epoca antica e in situazioni che sembrano appartenere ad una vita precedente, finché questi “ricordi sbagliati” mettono in dubbio la sua attuale identità. Tutto ciò la porta ad allontanarsi dalla realtà. Lascia il suo lavoro da consulente d’arte, si rintana a casa dove i rapporti con suo marito Simone si deteriorano giorno dopo giorno, pur se lei tace gli incontri con il Visitatore.
Simone è dell’idea che Alessandra deve farsi aiutare da uno psicoterapeuta e lei accetta anche se è convinta che nessuno prende sul serio i suoi “ricordi sbagliati”, sempre più convinta che il Visitatore sia un uomo in carne ed ossa.
Cerca un’alternativa su Internet, e lì Alessandra conosce Alba, una donna che le crede e la spinge ad uscire dalla sua gabbia dorata per raggiungerla a Roma. Alba potrebbe aiutarla a trovare delle risposte ma quando Alessandra acquisisce abbastanza coraggio da accettare, a Roma si ritroverà sola, o quasi. Alba è morta, e al suo posto Alessandra troverà la figlia adottiva Melodia. Una ragazza un po’ strana che fa la cartomante ma sparirà poco dopo. Alessandra resta a Roma, seguirà le sue visioni fino ad incrociare la strada con l’associazione Komol.
Questa associazione si occupa di tramandare beni materiali ma anche ricordi fra una vita passata e l’altra dei suoi membri. Persino il Visitatore, che Alessandra incontrerà di persona, ha fatto parte di questa associazione. Alessandra dovrà scontrarsi con l’associazione e scavare nel suo passato per mettere ordine nella sua vita. Combattuta fra l’attrazione verso il Visitatore, che rappresenta un passato ed un’identità a cui dovrebbe abbandonarsi, e l’affetto verso Simone, che rappresenta il suo presente e la sua attuale identità da riconquistare.

Questo romanzo è un turbine di emozioni che fungono da innesco per un’indagine fisica ed esistenziale insieme. Le azioni della protagonista incidono sulla sua identità e il desiderio di ristabilire un’identità perduta è il movente per le sue azioni. L’autrice ha saputo delineare in maniera impeccabile Alessandra, una donna che sta perdendo contatto con la realtà perché sempre più avvolta da un’identità a cui sente di appartenere ma allo stesso tempo vorrebbe rifuggire perché distruggerebbe la sua attuale identità.
Ad una lettura superficiale, questa sarebbe l’avventura di una donna che fugge di casa per trovare un fantomatico amante che la possiede durante incontri onirici. Leggendo con attenzione si scoprono tutte le sfaccettature di Alessandra: una donna fragile ma al contempo determinata a sapere chi è stata per riaffermare il controllo su sé stessa e la sua vita. Anche a costo di rinnegare la sua identità, ma non una semplice identità anagrafica, un’identità profonda che si compone dell’anima e delle esperienze vissute.
Per fare ciò, Maria Teresa Steri ha delineato per Alessandra degli antagonisti e delle situazioni reali da fronteggiare, portando ad un livello fisico un dilemma che è proprio dell’esistenza di chiunque. Cosa fa di noi ciò che siamo? Solo il nostro passato? Solo ciò che abbiamo amato? Solo ciò per cui ci siamo messi in gioco? O piuttosto ciò che siamo disposti a vivere nel presente e il futuro verso cui ci dirigiamo?
Così Alessandra insegue le sue visioni fra le strade di Roma fino ad immergersi in una rete di complotti ordita da questa potente associazione Komol. Il turbine emotivo si mescola al thriller tenendo il lettore con il fiato sospeso fino alla fine. Gli amanti dell’azione troveranno il finale un po’ sottotono, poiché resta uno spiraglio aperto sul futuro dell’associazione, forse per un seguito della storia, ma il romanzo è bellissimo e Maria Teresa Steri coinvolge con il suo stile fluido. In sostanza, lo consiglio.



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