Recensione – Nova

Copertina Nova
Nova di Fabio Bacà

Recensione

Davide è un neurochirurgo che vive nella bambagia della routine familiare con la moglie Barbara, logopedista che cerca di adottare uno stile di vita sano, il figlio Tommaso, un adolescente con il naso fra le stelle che fatica ad integrarsi, e alcuni animali domestici.
Davide non ama la violenza e vorrebbe tenersi lontano da guai e fastidi. Ciò non è possibile. A parte alcuni screzi con il suo capo in ospedale, c’è il vicino di casa che disturba la quiete con un locale notturno per cui ha protestato e ne ha limitato l’attività. Il vicino non è all’apparenza un tipo pacifico, anzi molto intimidatorio, e la pratica legale in corso accresce la tensione fra i due. A complicare le cose, Tommaso sta stringendo amicizia con il figlio del vicino, anche lui un tipo strambo ma per altri motivi.
Qualcosa cambia quando Davide deve incontrare moglie e figlio in un ristorante per un pranzo e arriva nel momento in cui un uomo infastidisce sua moglie in modo molesto. Davide non riesce a reagire e preferisce restare da parte, invece un terzo uomo affronta con decisione il molestatore e lo rende inoffensivo prima di lasciare il locale.
Da quel giorno, Davide comincia a chiedersi se è un vigliacco e se debba cambiare approccio nella vita per usare la violenza quando necessario.
Il caso vuole che riesca a incrociare Diego, l’uomo che ha difeso sua moglie, e si mette sulle sue tracce. Diego è una sorta di monaco zen che ha imparato a gestire la sua violenza e fra i due nasce un’amicizia. Davide comincia a fare palestra e sviluppare la sua forza in base ai consigli di Diego.
Barbara non approva questo nuovo approccio di Davide alla vita e il loro rapporto ne risente soprattutto quando Davide stringe per il collo il suo vicino per intimidirlo.
Questo è solo l’ennesimo di una catena di eventi che sfocerà in un’esplosione di violenza, durante un concerto, a cui Davide è di nuovo incapace di reagire. Preludio del dilemma morale ed etico che si manifesta nel finale.

In questo romanzo, Fabio Bacà delinea un intenso spaccato di vita con il suo particolare stile forbito con cui mescola umorismo e riflessioni profonde in una narrazione scorrevole e piacevole. Alla ricchezza di vocaboli si affianca pure un uso metaforico degli stessi, ad esempio ho apprezzato alcuni termini medici usati in contesti diversi, per rappresentare emozioni e riflessioni dei personaggi.
Tutti i personaggi sono tratteggiati con accuratezza da un punto di vista interiore. Davide è un uomo combattuto fra la sua indole pacifica e la necessità di adottare la forza per difendere sé e i suoi cari. Barbara si sente tradita e trascurata, un po’ per l’avanzare dell’età, e quando scopre perché Davide si è allontanato, vuole accanto un marito pacifico.
Tommaso è alle prese con amicizie conformiste e la prima cotta, ma soprattutto ricerca il suo posto nel mondo.
Diego è la personificazione del tema portante della storia: l’istinto animale aggressivo dell’uomo, prima lasciato libero, poi addomesticato da una pratica razionale e costante che ne permette lo sfogo quando necessario accettando le conseguenze che ne derivano.
E così via, ogni personaggio è da scoprire. Nell’ambivalenza delle possibili interpretazioni.
Ciò che più affascina di questa storia, fatta di eventi e difficoltà quotidiane, è proprio l’interpretazione della realtà che ci circonda e la reazione che abbiamo, soggetta o meno alla ragione. Emblematico è il comportamento di Davide che prima si sente oppresso dal suo capo e dal vicino, poi si rafforza ma di loro scoprirà essenza e fragilità ammantate di forza apparente. Lui sviluppa la forza per difendersi dal mondo e al tempo stesso opporre violenza ma farlo gli costa dubbi su sé stesso e riflessioni sull’uso legittimo e proporzionato della violenza.
Riuscire a controllare la propria forza ne giustifica l’adozione? In quali circostanze? Fino a che punto? Riesci a controllarla? Queste sono solo alcune delle domande che il libro spinge a porsi.
Consiglio il libro a chi vuole dare uno sguardo all’essenza di uomini e donne alle prese con la vita quotidiana che esige una sopravvivenza moderna più facile ma non meno lontana dalla propria natura ancestrale.



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