Impressioni – Nella pancia del mostro

In questo articolo riporto le mie impressioni su “Nella pancia del mostro”, uno dei libri che mi sono stati suggeriti (vedi come fare in “Suggerisci un libro“).
Ringrazio chi mi ha suggerito questo libro perché, sebbene al momento non rientri fra le mie letture, scoprirlo è stato interessante.



Trama ufficiale

Uno sconosciuto si ritrova legato a un letto di contenzione, in una cella d’isolamento dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere. Di nuovo lì, perché? Domenico e Giulia, appena redenti da un passato ai limiti della legalità, apprendono la notizia dai giornali e credono si tratti di Dax, l’ambiguo amico di un’estate che ha cambiato le loro vite, tirandoli fuori dal fango, tra mezzi legali e scorciatoie da strada.
Tra tentativi di mettersi in contatto con quel misterioso internato per scoprirne l’identità, e forse salvarlo da lì, e il tormento dei protagonisti per esorcizzare il loro passato recente, la storia percorre spietata la realtà italiana degli OPG, i vecchi manicomi criminali.
Sullo sfondo, dentro e fuori la nefanda struttura sanitaria, si muove una schiera di personaggi minori, ugualmente protagonisti di una personale disperazione che incontra quella di Domenico e Giulia, ma che non può lasciare indifferente nessuno di noi.
Una storia incredibile ispirata a fatti realmente accaduti, e una denuncia sociale che ci coinvolge tutti.

Impressioni

Nelle prime pagine di “Nella pancia del mostro” sono ravvisabili le basi di una storia intensa che cattura l’attenzione del lettore.
L’autore ti porta subito al centro di una situazione spiacevole ma non esiziale: un uomo internato in un Ospedale Psichiatrico ben conscio di ciò che gli accadrà perché ci è già passato, e per questo anche un po’ speranzoso.
Con un punto di vista in prima persona, l’uomo narra la sua situazione a partire dal risveglio legato ad un letto in isolamento. Il coinvolgimento emotivo è immediato, e lo stesso accade nei paragrafi successivi dove l’autore usa un punto di vista in terza persona per immergersi nell’essenza di Domenico e Giulia. Entrambi accomunati da un triste passato da cui si sono riscattati grazie a Dax, un tipo strano che ha incrociato le loro vite.
Già dal principio, l’autore riesce a delineare le personalità di Domenico e Giulia e quanto essi siano stati influenzati dalle esperienze vissute con Dax, tanto che il primo volente e la seconda nolente continuano a pensarci.
Sorprende quanto questa contrapposizione di vedute preannunci una profondità di significato in ciò che si scoprirà nel resto del libro. Al riguardo cito un passaggio che mi ha colpito.

Entrambi si erano rifatti una vita perché ce l’avevano messa tutta, avevano sudato, questo sì, ma soprattutto avevano cambiato mentalità prima ancora che modo di vivere. Le intenzioni fanno le azioni, si ripeteva Giulia, e su questo non aveva mai perso occasione di redarguire l’amico.

In molte frasi traspaiono anticipazioni su ciò che l’autore racconterà dopo, in un misto di drammaticità unita a barlumi di speranza. Tutto indica che questa è una storia dove i personaggi subiscono un cambiamento attraverso esperienze dolorose.
Per quanto riguarda lo stile dell’autore, è abbastanza fluido ma a volte la scrittura appare estemporanea, non molto curata. Forse perché l’autore è preso dai temi che tratta, nelle note iniziali si vede che ha approfondito molto questi temi che sono validi e interessanti.
Per concludere, posso solo suggerire a mia volta di leggere i primi paragrafi del libro, potresti scoprire un libro che ti coinvolge.

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