Recensione – Sarà il nostro segreto

Copertina Sarà il nostro segreto
Sarà il nostro segreto di Maria Teresa Steri

Recensione

Valeria è svegliata in piena notte da suo marito Filippo che la incita a sbrigarsi perché devono fuggire via di corsa. Nel cuore della notte, Filippo corre con l’auto come se un grande pericolo sia imminente e infatti qualcuno li segue e li sperona, fino a provocare un incidente mortale dove suo marito perde la vita, lei finisce in ospedale con un’amnesia.
Valeria ha rischiato la vita ed è salva, ma comincia per lei un periodo di convalescenza molto particolare. Infatti la donna è accolta da Marianna e da Raffaele, rispettivamente la madre e il fratellastro di Filippo, nella villa dove lui è cresciuto: Villa Tomei a Nemi.
La villa è anche una biblioteca musicale storica. Lì Valeria ha lavorato da ragazza, ha conosciuto prima Raffaele e poi si è innamorata di Filippo. Cresciuta dai nonni, Valeria all’epoca stabilì un legame d’amicizia con Raffaele che invece si è infatuato di lei e non si è mai rassegnato al matrimonio con Filippo. Seppur in maniera innocua, Raffaele ha continuato per tutto questo tempo a ronzare intorno a Valeria pur dopo essere rimasto a badare agli interessi della biblioteca. Filippo, invece, ha fatto carriera come insegnante ed è sempre stato un tipo calmo, riservato ed equilibrato.
L’immagine di Filippo è stata distrutta da quello che all’apparenza sembra un colpo di testa, uno che Filippo non farebbe, e riacquistando la memoria, Valeria ricorda che in punto di morte nell’auto Filippo le ha fatto il nome di suo fratello.
Valeria è determinata a capire cosa è successo a suo marito e dopo essere stata interrogata più volte dall’Ispettore Bordini che sta seguendo il caso, decide di portare avanti delle indagini tutte sue. Ritrova un indirizzo fra gli indumenti di Filippo, apprende che suo marito ha prosciugato il conto in banca e aveva ingaggiato un investigatore privato.
Nel frattemo a Villa Tomei, Raffaele mostra sempre più interesse verso Valeria fino al limite dell’ossessione. La donna vorrebbe scappare via da quel posto e allo stesso tempo vuol restare per scoprire se Raffaele c’entra qualcosa con la morte di suo marito. Restare le costa fatica, sia per gli squilibri di Marianna, una donna rimasta vedova a crescere due figli, sia perché le ossessioni di Raffaele le fanno sempre più paura. Fra l’altro, i due vorrebbero che Valeria li aiutasse a risollevare le sorti della biblioteca che ormai è piena di debiti.
In questo clima teso, Valeria si appiglia al ricordo di suo marito e tornando nella casa che condividevano a Roma, ritrova dei libri sottratti alla biblioteca da Filippo che aprono nuovi spiragli nell’indagine. Così Valeria pian piano scopre che forse suo marito non era l’uomo che lei pensava, probabilmente l’ha tradita con una ragazza più giovane ed era anche ricattato.
Solo la ferma fiducia che Valeria riponeva in suo marito le permetterà di vedere le cose per come sono realmente e scoprire l’intricata matassa in cui lei e suo marito sono rimasti coinvolti per mano di Raffaele. Tanto che la donna arriverà a nutrire sete di vendetta e ordire il piano di un assassinio.

Conosco le doti narrative di Maria Teresa Steri ormai da diverso tempo, ma ogni volta che leggo un suo libro resto incantato.
Scrive in un modo così fluido che ti sospinge fra le pagine e in questo libro ti porta ad un livello di coinvolgimento sorprendente. In questo libro, Maria Teresa Steri riesce a portare il lettore al centro della storia sia fisicamente, nel senso che ci si ritrova nelle stanze della biblioteca come nelle stanze private, sia emotivamente. Con le sue parole, l’autrice risveglia nel lettore le memorie di una vita, dall’adolescenza ai giorni attuali, fatte di esperienze solitarie, infatuazioni, gelosie, innamoramenti, progetti per il futuro, sogni infranti, vita quotidiana, gioie e rimpianti. Lo fa in modo così eccelso che sembra di sapere tutto di Valeria, cosa ha passato e cosa la spinge ad andare avanti nella sua indagine. Tutti i personaggi sono ben delineati, ma la protagonista è così ben tratteggiata che riusciamo a percepire il suo stato d’animo quando si sente minacciata o violata, quando la sua fiducia nel marito tentenna, quando crede che il suo matrimonio non fosse felice e il suo mondo si sta sgretolando. Percepiamo la sua caparbietà e come riesca a recuperare le sue convinzioni e rinvigorire le proprie forze. Fino a uscire dall’ambiente malsano della villa e fare le sue indagini per le strade di Roma, nonostante qualcuno potrebbe riprovare ad ucciderla.
Credo aiuti molto il fatto che Maria Teresa scrive in prima persona facendo parlare Valeria e soprattutto che si rivolga a Filippo.
C’è da dire anche che la trama si dipana fra segreti e bugie così sapientemente intrecciati dall’autrice che il lettore ne è piacevolmente affascinato fino allo scioglimento finale. Ciò è possibile grazie a un intenso ritratto delle vicende personali dei personaggi che si intrecciano e si influenzano per quella famosa teoria dei sei gradi di separazione che qui, addirittura, sembrano ridotti di numero. Pagina dopo pagina, scorgiamo un frammento di vita che si ripercuote sul presente e compone un’immagine che sarà chiara solo quando l’intero ritratto sarà visibile. Nel momento in cui le debolezze umane dimostrano tutta la loro potenza distruttiva ma anche la possibilità di annullare qualsiasi proposito velleitario, compresi quelli vendicativi e possessivi.
Sebbene il romanzo sia da inquadrare in un thriller psicologico perché incentrato sulle riflessioni, le convinzioni, il passato di Valeria e le angherie da lei subite, l’appartenenza alla giallistica è fuori dubbio proprio per l’intreccio di segreti che la circondano. Inoltre ci sono diverse scene d’azione in cui la donna affronta il pericolo nonostante i rischi. Il finale è uno di questi.
Sul finale, senza rivelare nulla, aggiungo che c’è un colpo di scena ad aspettare i lettori. Nonostante la mia deformazione professionale, che spesso mi porta a capire con largo anticipo cosa succederà in una storia, in questo caso ho capito l’evolversi della situazione solo al buffet della serata in memoria di Filippo e la scena finale è poco dopo.
Detto questo, posso solo consigliare di leggere il libro: è incantevole.



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