Impressioni – Acqua Morta

Purtroppo non possiamo leggere ogni libro quando ci capita a tiro, però possiamo sfogliarlo e farci un’idea per decidere se inserirlo nella famosa e chilometrica lista di libri da leggere. Questo è il primo di un nuovo tipo di articoli che parla di libri. Ho deciso, infatti, di riportarti le mie impressioni riguardo ai libri che ho la fortuna di sfogliare e, a dirla tutta, leggere un bel po’.


Trama ufficiale

Appollaiato tra le vette delle Dolomiti, l’Acqua Morta era stato un tempo un albergo lussuoso e uno stabilimento termale famoso in tutta Europa per le doti quasi miracolose delle sue acque. La fonte termale si era però improvvisamente e misteriosamente seccata sul finire della II Guerra Mondiale, riducendo l’albergo a un guscio vuoto e secco – oggi, un peso morto sulle spalle di Patrizia.
Patrizia non sa dell’orrendo segreto che giace sepolto in giardino; non sa nulla del crimine terribile che proprio lì nelle terme è stato commesso il giorno in cui l’Acqua, raccapricciata, ha smesso di scorrere. Quando gli operai, scavando, riportano accidentalmente alla luce questo tremendo passato, il tempo si incanta come un disco rotto e tutti gli eventi di quel triste giorno di guerra di sessant’anni prima prendono a ripetersi tali e quali, ancora e ancora: ogni giorno inizia con l’arrivo di un misterioso ospite – alto, vecchio e secco, tutto vestito di nero – ogni giorno finisce con la strage di tutti gli ospiti dell’albergo ad opera di un Capitano tedesco impazzito dal dolore.
Fuggire da questo labirinto ostinato e crudele è impossibile – l’unica speranza di sopravvivenza per Patrizia e per i pochi cari che le sono rimasti, è scoprire cosa successe e perché. Le ombre del passato hanno molto da raccontare e molto da nascondere, e nessuno è senza colpa – c’è sangue, tanto sangue, nell’acqua.

Impressioni

Ho colto un suggerimento e l’occasione di sfogliare l’ebook di “Acqua Morta” perché la trama mi ha colpito. Soprattutto per il tempo che si incanta.
Così ho cominciato a sfogliare e fin dall’indice la curiosità è cresciuta. La storia si compone di un prologo, tre capitoli e due epiloghi. Ciò che incuriosisce subito è il titolo dei capitoli: “10 settembre” accompagnato da prima, seconda e terza volta. Poi l’epilogo: “da questa parte” e “dalla parte degli altri”. Questo basta a rendere l’idea del tempo incantato ma anche di una sorta di divisione in fazioni fra contemporanei e antenati.
Il prologo si apre delineando l’ambientazione dove risiede l’albergo e stabilimento termale “Tenuta dell’Acqua Morta”, il centro delle vicende narrate, e della situazione di Patrizia che si trova a dirigere la struttura con la speranza che l’acqua riaffiori per ridare lustro alle terme.
A tal proposito, ecco un estratto dal libro:

Era toccato a lei, di rimanere. Senza neppure l’ausilio dell’Acqua Morta per lenire il dolore – persino l’acqua miracolosa delle terme se n’era andata: di colpo misteriosamente seccata, sul finire della II Guerra, forse interrotta dal peso delle bombe che piovevano dal cielo in quei giorni.

Purtroppo il prologo ci porta quasi subito in una diatriba fra Patrizia, vedova del marito Antonio morto per un tumore, e i suoi parenti e amici con cui gestisce la struttura. Dico “purtroppo” perché il lettore, a mio avviso, si ritrova catapultato fra i vari personaggi non riuscendo bene a distinguere uno dall’altro. Questo scoraggia un po’ il prosieguo della lettura.
Ci sono però delle anticipazioni che spingeranno i lettori più curiosi ad andare avanti. Ecco un esempio:

Se pensano che ce l’abbia con loro, si sbagliano di grosso, poveri sciocchi! Se solo sapessero quale orrore si cela in giardino; per quale ragione lì non si deve scavare! A volte la tentazione di aprire la bocca e gridare: – Santo Cielo Fermatevi! – di metter tutti in guardia e condividere il peso tremendo che si è tenuto dentro per tutti questi anni – lo fa tremare come una foglia. Ma non si può!

Ciò mi ha portato a continuare la lettura fino a divorare tutto il primo capitolo del libro. Come scrittore devo constatare che troppi incisi spezzano la lettura e allo stato attuale il testo beneficerebbe senz’altro di un’ulteriore revisione, ma la storia ha una certa attrattiva e l’autore l’ha arricchita con descrizioni geografiche dettagliate e riferimenti storici della Seconda Guerra Mondiale.
Ecco un estratto rappresentativo delle capacità descrittive dell’autore:

Il cerchio era una specie di rosone, un’ampia decorazione circolare intarsiata nel pavimento, tutta composta di spire, animali e altre complesse figure geometriche, l’un con l’altra fittamente intrecciate – un centro perfetto, perfettamente al centro dell’edificio e di tutti i suoi meandri: un labirinto di segni dentro al labirinto più grande dell’albergo. A guardarlo fisso, dava le vertigini – un senso di sprofondamento e di voragine – come essere inghiottiti dal pavimento verso una terza o quarta dimensione. Acque e Labirinto: ce n’era di che scrivere un poema. Il nonno di Marzio – quello fissato con gli orologi – l’aveva voluto con forza, quel rosone, ed era facile capire perché. Aveva conosciuto questo giovane artista olandese, M.C.Escher, prima che diventasse famoso. Il giovane Escher aveva vissuto per diversi anni in Italia; a metà degli anni ’30, il nonno di Marzio aveva avuto occasione di conoscerlo mentre stava fuggendo al nord, verso la sua madre patria, allarmato dall’ascesa del regime fascista. L’occhio da collezionista del nonno aveva visto lungo – si era fatto lasciare uno schizzo in cambio di riparo.

Il prologo si conclude con un passaggio che sembra portare il lettore nella dimensione dei sogni.

L’Acqua Morta aveva fama di possedere miracolose doti curative: l’avessero trovata – trovata prima – chissà se avrebbe potuto aiutare Antonio a curarsi? Sogni. Sempre sogni. Sempre pensieri a briglia sciolta. Patrizia prende in mano la foto del matrimonio e l’accarezza. Poi beve un sorso di liquore dalla bottiglia e uno lo versa a terra – uno per sé e uno per Antonio.

Il primo capitolo “10 settembre (prima volta)” porta il lettore nella vita quotidiana dell’albergo con un passo più lento e più chiaro. Tutto sembra scandito dalla moltitudine di orologi presenti nella struttura e da una radio che doveva essere rotta ma invece riporta inspiegabilmente un messaggio da Londra per le Forze Alleate.

Dal lato opposto della sala, una vecchia radio a valvole prende a gracchiare. Emette poi uno strano suono tambureggiante, seguito da una voce metallica e stridula:
– 10 Settembre. Qui Londra. Messaggio per le Forze Alleate: il Minotauro è di argento; Felix è felice; la pioggia è cessata; la mia barba è bionda; la mucca non dà più latte…
– Ma non è Settembre – mormora Anna confusa, sottovoce come se fosse a concerto.
[…]
Libera gira la manopola; […] – …le scarpe mi stringono; il pappagallo è rosso; l’aquila sta volando. Qui Londra, fine dei nostri messaggi speciali per le Forze Alleate.

A ciò si unisce uno strano ritrovamento nella buca fatta per cercare l’acqua.

– Là! vede? – dice indicando – Abbiamo trovato uno strato di fango. Abbiamo continuato a scavare e…
Patrizia guarda la fossa; impallidisce e sgrana gli occhi, mentre i dettagli delle ossa sbiancate dal tempo le si rivelano d’in mezzo al fango – tutti i neuroni, finalmente, saltano giù dal letto.

Il tempo sfuma nel passato e l’ospite misterioso citato nella trama appare dal nulla. Come lui una serie di personaggi che interagiscono con i contemporanei.
Anche lo spazio sembra avvolto su sé stesso, infatti allontanarsi dall’albergo è impossibile. Non voglio svelare altro.
A sostegno della lettura posso dire che, per la curiosità, ho letto anche l’inizio dei capitoli successivi. Ho notato che la ripetizione del tempo è stata trattata molto bene con l’espediente stilistico di riprendere alcuni eventi della volta precedente e descriverli brevemente per portare avanti nuove azioni e rivelare nuove informazioni.
Per spiegarmi meglio, ecco l’evento della radio narrato al principio del secondo capitolo:

La radio si desta e si sgranchisce le valvole. Dalle finestre, di refolo in refolo, la sua voce si spande in giardino, leggera leggera, appena udibile, sopra il silenzio perfetto degli uccisi: – 10 Settembre. Qui Londra. Messaggio per le Forze Alleate: il Minotauro è di argento; Felix è felice; la pioggia è cessata; la mia barba è bionda; la mucca non dà più latte…
Patrizia non la sente affatto.

Per concludere, la mia impressione generale è che la narrazione si concentra sulla guerra vista da diversi punti di vista, da chi la perpetra e da chi la subisce, chi nel passato e chi nel presente. L’azione è frammista a considerazioni, ricordi, nozioni storiche in stile quasi didattico. Per questo mi sento di consigliare il libro a chi ha un gran interesse verso questo genere di libri.



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