Recensione – Verso le Luci del Nord

Copertina Verso le Luci del Nord
Verso le Luci del Nord di Alessia Savi

Recensione

Dave Higgles e Tamara Willson sono in viaggio per raggiungere le Luci del Nord in un mondo superstite dell’Apocalisse.
Sulla loro strada devono affrontare non solo mutazioni genetiche ma anche la santeria. Questo, però, sembra scritto nel loro destino, infatti uno è custode della gnosi, l’altra è in grado di vedere oltre il velo della morte e un demone li ha fatti scontrare, loro invece si sono trovati. Sono una coppia di cacciatori e guerrieri indissolubili, in grado di fare esorcismi e salvare Maddie, una giovane suora dalla possessione demoniaca.
La ragazza si unirà a loro perché anche lei sente il richiamo delle Luci del Nord. Comincia così l’avventura che li vedrà coinvolti in duelli, riti satanici e comunicazioni ultraterrene.

Alessia Savi ha una scrittura empatica perché ti catapulta nella vita dei personaggi senza che te ne accorgi, in un istante sei al loro fianco, non solo li vedi soffrire e combattere ma li conosci in tutte le loro sfaccettature. Sembra quasi che tu stringa loro il polso in un momento di apprensione e possa ascoltare il loro battito, sia quando è accelerato dalla battaglia sia quando la loro vita dipende dai sentimenti e dalle scelte che faranno. In tutto questo Alessia è in disparte, ha saputo eclissarsi e raccontare la natura dei protagonisti in maniera obiettiva, facendo vibrare le emozioni e le dinamiche di odio e amore che scaturiscono in questo difficile viaggio, soprattutto nel rapporto materno e al contempo rigido di Tamara con Maddie.

Grande cura ha posto inoltre nella creazione di questo mondo post apocalittico, dal punto di vista storico e in particolare culturale, partendo dal perno centrale di ogni cultura che è la fede. Non solo la fede religiosa, ma anche la fede nelle proprie capacità, nella possibilità di cambiare il futuro e il mondo appunto. Accettando il destino ma manovrando il timone a modo proprio, anche se la destinazione della barca fosse Stigia.
Qui si vede tutta l’abilità dell’autrice nel fondere la mitologia con la sua immaginazione per creare un mondo vivo e fantastico, ancora più completo con una documentazione, ritengo minuziosa, peraltro citata nei ringraziamenti.

In conclusione, l’immaginazione di Alessia ti coinvolge come ha coinvolto la stessa autrice che per questo, secondo il mio modesto parere, pecca solo in alcuni punti, cioè nella narrazione di alcune battute di dialogo o di alcune scene di azione dove i personaggi sono sottointesi e invece dovrebbero essere esplicati per chiarezza.
Tutto qui, leggetelo, vi piacerà.

(Recensione scritta il 28/01/2017)



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